venerdì 21 settembre 2007
Dedicato a coloro che amano la guerra, o la giustificano sui catechismi
Il Catechismo della Chiesa Cattolica (n.2309) giustifica la legittima difesa solo se si tengono in considerazione quattro rigorose condizioni:
a) che il danno causato dall´aggressore alla nazione o alla comunità delle nazioni sia durevole, grave e certo.
b) che tutti gli altri mezzi per porvi fine si siano rivelati impraticabili o inefficaci.
c) che ci siano fondate condizioni di successo.
d) che il ricorso alle armi non provochi mali e disordini più gravi del male da eliminare.
E allora?
Volontè, ricordate quello del gioco della preto-pedofilia, ha fatto (voce del verbo fare, non pensare) un’interrogazione a Fioroni. Sul manuale in oggetto, mica perchè CL ha ottenuto un appalto per andare nelle aule a cercare di proiettare films anticomunisti, rivolta in Ungheria, nelle scuole e con i preti di religione stabilizzati dalla Moratti. I padri di famiglia no , quelli a Volontè servono per il familiy Day. Amen
Prove di (NON) dialogo : il vescovo di Montefeltro
Gli illuministi, massime Voltaire e Diderot stanno in uggia ai preti, specie da quando gli ultimi due papi hanno fatto cenno di non gradirli per la razionalità del loro pensiero che dà poco spazio ai dogmi cui tanto la santa romana chiesa tiene. Odifreddi , anch’egli inviso agli apologeti cattolici non ha fatto altro che ripercorre le strade già dell’illuminismo e per questo si accanisce il vescovo di Montefeltro (leggi attraverso il blog, chè un poco di voce alternativa non nuoce).
(continua…)
Nina Moric nella televisione trash
il qualunquismo che ai politici piace mentre accusano Grillo
mercoledì 12 settembre 2007
martedì 28 agosto 2007
domenica 12 agosto 2007
Messori: il problema? Troppi gay nei seminari

Questo commento, brevemente apparso {circa 1 ora} sul Blog di Tornielli, non ha retto alla revisione ed è stato cancellato (cosa normale, pare, sui siti ispirati alla o dalla chiesa).
Il riferimento del commento va
All’ articolo di Messori
Ad un commento (in particolare) sul blog di Tornielli
Il signor Volpe ha scritto al commento n° 7 : “ma offendere i simboli religiosi oltre che eticamente disgustoso(qualunque fede essa sia) e’ anche reato,perseguibile di Ufficio. I Magistrati cosi attenti alle virgole dei Preti ora che diranno davanti ai…punti di certi cartelli blasfemi? Ciao Bruno”Male. La Legge 24 febbraio 2006, n. 85 {artt.7,8.9 e 10}, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 60 del 13 marzo 2006 lo contraddice perché depenalizza questi reati; al libro secondo, titolo IV, capo I, del codice penale, la rubrica è sostituita dalla seguente: «DEI DELITTI CONTRO LE CONFESSIONI RELIGIOSE, la reclusione che attiene all’art. 404 cpv “Chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibili o imbratta cose che formino oggetto di culto o siano consacrate al culto o siano destinate necessariamente all’esercizio del culto è punito con la reclusione fino a due anni” ripete l’articolo 635 C.P. e la procedibilità d’ufficio è legata al n° 7 dell’articolo 625 che sono le circostanze aggravanti del delitto contro il patrimonio con offesa alle persone o alle cose. Quindi non allarghiamoci !
In quanto poi a Messori, non si sa se dire se –al momento dell’intervista- fosse fuori di senno- o se giocasse sporco. “Non si sa su quali basi la giustizia umana …demonizza la pedofilia? Chi stabilisce la norma e la soglia di età?”.
Ma il Messori vaticanista, il biografo del Papa folleggia: dimentica forse la: sollicitatio in actu vel occasione vel praetextu confessionis ad peccatum contra sextum Decalogi praeceptum, si ad peccandum cum ipso confessario dirigitur; della “EPISTOLA a Congregatione pro Doctrina Fidei missa ad totius Catholicae Ecclesiae Episcopos aliosque Ordinarios et Hierarchas interesse habentes: DE DELICTIS GRAVIORIBUS eidem Congregationi pro Doctrina Fidei reservatis” firmata proprio da Ratzinger e diffusa nel testo italiano con un motu proprio del precedente papa nel 2001 ? Si parla oltre che del crimen sollicitazionis (approfittare della confessione per proporre porcherie) anche del “delitto gravissimo” che è : “Il delitto contro la morale, cioè: il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un minore al di sotto dei 18 anni di età”. Tutte violazioni al cosiddetto “ sigillum sacramentale” (Cf. Codex Iuris Canonici, can. 1388 § 1). Ed è un delitto così grave, per la chiesa, che esso è riservato al Tribunale apostolico della Congregazione per la dottrina della fede
Allora, per favore, non prendeteci per i fondelli.
giovedì 2 agosto 2007
Bella Italia: razzista, omofoba e sessista
V.A.R.
Una “zingara” che non rapisce bambini, due omosessuali che si baciano, un onorevole che si distrae con squillo ed altro sono le letture che appassionano gli italiani mentre all’estero la “gang” di medici terroristi risulta una invenzione di Scotland Yard.
Tre giorni in galera da innocente la donna rumena accusata, da una canea di bagnanti sudaticci ed eccitati, di avere rapito un bambino e la pur seriosa agenzia AdnKronos si spinge addirittura a scrivere che la donna “aveva nascosto il bambino sotto la sua gonna prima di spingerlo fuori dello stabilimento”. La donna -comunque- è stata “doverosamente” pestata dagli isolani inferociti prima della consegna ai carabinieri sebbene fosse persona nota sul posto perché a Isola delle Femmine ha l’abitazione e lì circola da anni. Ma la caccia allo zingaro è sport nostrano come lo era al negro nel Mississipi degli anni 60. Solo ora il Gip siciliano ha chiarito l’ estraneità della donna e l’inesistenza del tentato rapimento. Attendiamo adesso il pronunciamento del Gip romano sul bacio del Colosseo.
Sessista invece il deputato Cesa (Udc) che per scagionare –o minimizzare la colpa dell’amico chiede-, invano e ridicolmente smentito da Casini, che per evitare i sollazzi extraconiugali dei parlamentari sia loro aumentata la pur eccezionale indennità che vola oltre i ventimila euro. Quell’onorevole Casini che -divorziato e convivente- sposerà Azzurra, forse perché se ne è parlato tante volte ma da buon cristiano non potrà sposarsi in chiesa, da difensore della famiglia difende anche l’amico di partito Mele e nega che Cesa abbia chiesto altri soldi.
Lo abbiamo sentito, su la 7 di ieri pomeriggio affermare che “Cesa non può avere fatto una simile richiesta perché è assurda, impossibile” (sic). Ed intanto, scappato il “toro”, chiude la stalla e obbliga gli “amici” ad un test antidroga, che sia mediaticamente pubblico ed in piazza Monte Citorio. Ipocrisia da baciapile? Pentimento pubblico come i cristiani catacombali? Fatto sta che un altro colpo di spugna ha mondato i peccati commessi.
Casini afferma: “E’ un fatto doloroso, che ci ha molto amareggiato, ma è un fatto privato che non può in alcun modo inficiare il partito” e Buttiglione rinforza : “Non si può sputtanare un partito per l’errore di un singolo uomo che tra l’altro non è neppure un massimo dirigente. Attaccare l’Udc è da infami. Qual è il partito che non ha un drogato, un corrotto, un mafioso o un camorrista?”. La priorità, per tutta la classe politica, deve essere “la selezione morale”. Come si vede per il Filosofo mal comune è mezzo gaudio, come per Craxi quando affermava, in parlamento,
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Cesa, l’orgia del potere
VAR Ha ragione Grillini, la questione Mele non può essere chiusa con un’autoassoluzione di partito e Casini che fa andare il “camioncino antidroga” nella piazza del Parlamento. A Claudia Fusani di la Repubblica che gli chiede se il caso sia chiuso risponde: “Direi proprio di no, per due ragioni. La prima di natura politica, la seconda di tipo tecnica. Quella politica è perché siamo di fronte a un clamoroso scandalo che segna la contraddizione tra il partito che fa dell’estremismo radicale la sua ragion d’essere e comportamenti quotidiani che vanno in direzione opposta. Voglio dire che l’Udc non può firmare progetti di legge proibizionisti e sessuofobi e poi organizzare coca-party con corredo di mignotte durante la notte”.
Non si può chiudere perché Cosimo Mele ha firmato, insieme a Cesa e Casini una proposta di legge che recita: Disposizioni per la pubblicità sull’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope da parte dei parlamentari” e da integralisti (cattolici fra l’altro) di tal fatta non si può né si deve sopportare tanta tracotanza. La parafrasi del film di Costa-Gravas non risulta fuori luogo e pertanto ci si deve augurare che la procura di Roma abbia la stessa inflessibilità del giudice istruttore del film (Jean Louis Trintignant) anche se –e il pessimismo nemmeno esso fuori luogo - ci porta a pensare che tutto finirà in un porto delle nebbie.
Il segretario dell’Udc, Cesa, ha accettato le dimissioni di Mele dal partito, ma alla maniera della “Casta” per quanto riguarda le dimissioni da deputato: «Questa diventa una decisione personale, perchè il vincolo di mandato non è legato al partito», anche se per il segretario dell’Udc non c’è dubbio: «Chi sbaglia dovrebbe pagare». Amen. Bellissimo quel “dovrebbe” ; il senso morale del segretario Cesa è largo quanto l’elastico delle mutande di un elefante.
mercoledì 27 giugno 2007
Il Presidente non è Ponzio Pilato
Spartacus
Il presidente Giorgio napolitano Siamo rimasti sconcertati dal contenuto afferente ad un titolo invitante visto ieri su un quotidiano sardo che a Cagliari viene dato in omaggio dopo una decisione giudiziaria. Il coraggioso, ma improprio, titolo recitava “Ponzio Pilato è ancora fra noi” ed un’occhiello –mirato- anticipava lo schieramento dell’intervento che riprendeva un argomento già oggetto d’interesse di questo blog: il generale di CdA E.I Speciale. L’autore, operando una “macedonia” costituzionale ed istituzionale frammischiava funzioni e sorti di un Presidente del consiglio con l’autonomia di un viceministro con delega e la funzione del Capo dello Stato, rappresentante dell’unità nazionale, con quelle di dittatorello di quarto ordine “capo assoluto delle forze armate”.
Il tutto condito dall’insolenza di accusare il nostro Presidente di non conoscere affatto la Costituzione, o forse- in considerazione dell’età- di non ricordarla più a memoria. Nihil novi sub sole, si diceva quando si studiava di più e si cazzeggiava di meno, ma tant’è, l’articolo 21 consente questo ed altro.
Quello che lascia perplessi è il fatto che, avendo noi reagito all’insulto ed avendo interessato il quotidiano ed un suo giornalista per la pubblicazione di una sorta di smentita (a meno che il giornale non se l’ aspetti dal Quirinale, ma sarebbe troppo) con fax ed e-mail urgenti ed a giro di posta, il quotidiano non abbia sentito il dovere di puntualizzare che la Costituzione ed il signor Loi avevano ed hanno ben pochi punti di convergenza.
Dicevamo infatti:
“Alla redazione de il SARDEGNA -fax. 070 6650210
To: lettori@gds.sm
Sent: Monday, June 25, 2007 12:58 PM
Subject: Non Ponzio Pilato, ma custode della Costituzione
Carissimi,
vorrei fare, col vostro aiuto, una precisazione che smentisca le accuse al Presidente della Repubblica
Non Ponzio Pilato, ma custode della Costituzione
Non ce ne voglia il signor Egidio Loi di Villaputzu, ma ci pare faccia una leggera confusione a proposito della Guardia di finanza e del Capo dello Stato come “comandante assoluto delle forze armate”. Lo rimandiamo –per quest’ultima parte- all’art.87 della Costituzione il cui studio approfondito lo renderebbe conscio che detto comando è meramente formale al contrario di quello di Presidente del Consiglio Supremo di Difesa al quale però il Comandante della guardia di Finanza non è ammesso (né invitato a differenza dei CC.S.M), mentre vi partecipa, di diritto, il suo superiore diretto che è il Ministro del tesoro e dell’economia.
Il comandante della GdF, di nomina politica, proviene dai generali di corpo d’armata dell’ E.I. , ed è revocabile dal Ministro del tesoro e dell’Economia o da chi per lui ne ha la delega.
Bene ha fatto quindi il presidente Napolitano a non interferire con l’azione di Governo, al quale è affidata de facto, anche la vera e propria gestione dello stato di guerra (o delle missioni militari) che il Presidente della Repubblica dichiara “dopo” l’approvazione delle Camere.
La guardia di Finanza, pur sottoposta al regolamento di disciplina militare, è di fatto un organo di polizia come si recita sul suo sito stesso vale a dire: la missione della Guardia di Finanza è Forza di polizia a competenza generale su tutta la materia economica e finanziaria.
Ci viene il sospetto che l’inconsulto peana per Speciale, sia solo uno “speciale” attacco al Presidente Napolitano, che non è Ponzio Pilato, ma ancora una volta Garante della Costituzione che conosce meglio di tanti altri.
Vincenzo A. Romano
070497605”
Ma al giornale, forse erano ancora sotto lo stupore di quanto in Italia contino le Sette sataniche. Ad Meliora.
