Il tuo risultato è... agnostico. Sei un agnostico. Sebbene è generalmente riconosciuto che gli agnostici non credono nell'estistenza di Dio nè nella sua non esistenza, è possibile per un agnostico essere anche deista o ateo. In realtà gli agnostici non conoscono nè pretendono di sapere se Dio esiste o no, ma possono ammettere che qualcun'altro lo sappia. Un agnostico intellettualmente onesto si schiererebbe su questa posizione, dato che non ha più prove per giustificare l'impossibilità di conoscere Dio di quante ne abbia della sua esistenza.
(Da Proust ad Hamilton, da Cohen (Suzanne) a De Andrè)
Traduzione sinottica del volume dedicato ad Hamilton, della collana "I grandi fotografi", edito da Fabbri nel 1982, pp da 4 ad 8- (3 cofanetti). Di V.A.R.
"Cacciatore dì sogni, l'uomo dagli occhi chiari insegue farfalle adolescenti con ali tenui, appena uscite dalla crisalide. Con delicatezza, per non sciuparle, le imprigiona immediatamente in una grande casa perduta, la sua casa, dove le osserva a lungo... Il fantomatico cacciatore di camera in camera, silenzioso come le sue farfalle. È alla ricerca di qualche cosa, di cui ignora completamente la natura. Spinge, dolcemente, il battente di una porta. Si ferma. Osserva e, finalmente, vede. Il suo nome è David Hamilton...". continua
Mentre il mondo della Moda continua ad assumere "precarie" anoressiche modelle il Giurì della pubblicità « censura » Oliviero Toscani per disapplicazione del codice di disciplina. AGI : "Il Gran Giuri' della pubblicita' ha disposto la cessazione della campagna pubblicitaria contro l'anoressia firmata da Oliviero Toscani. La decisione del tribunale dell'istituto di autodisciplina pubblicitaria e' stata presa a seguito di una richiesta formulata da Fabiola De Clercq, presidente dell'Aba (associazione bulimia anoressia), e dall'assessore allo Sport e tempo libero del comune di Milano Giovanni Terzi. Testualmente - fa sapere l'Aba - "il Giuri', esaminati gli atti e sentita la parte, dichiara che il messaggio contestato non e' conforme agli articoli 1 e 10 del codice di autodisciplina pubblicitaria e ne dispone la cessazione". (AGI) - Roma, 19 ott. Già il comune di Milano aveva "staccato" i cartelloni con le fotografie di Toscani, ma il mondo dell'ipocrisia ha trionfato in un'italietta bigotta e bacchettona del "si fa , ma non si dice. Duro lo lo psicanalista Massimo Recalcati, ordinario di Psicopatologia del Comportamento alimentare all'Universita' di Pavia e fondatore di Jonas Onlus che afferma:"E' una decisione ipocrita. L'industria della moda celebra l'anoressia quotidianamente, e laddove qualcuno mostra il carattere mortifero di questa malattia viene accusato e censurato". "Non sono d'accordo con loro - sottolinea Recalcati - perche' la fotografia di Toscani non rappresenta l'anoressia come un ideale, come fanno la moda e i media, che esaltano il valore feticistico della magrezza, ma mette in mostra un corpo appassito, solo, che rischia di morire. Fa cadere il velo del miraggio anoressico, e mette in rilievo il rapporto del corpo anoressico con la morte, un corpo che non ha piu' niente di femminile ne' di bello". E cosi', secondo l'esperto, viene percepito dai malati, non certo un obiettivo da emulare: "Le mie pazienti - riferisce Recalcati - non mi hanno assolutamente parlato di quell'immagine come di un ideale, ma anzi l'hanno vissuta come un trauma positivo, uno specchio di se' stesse malate. Gli effetti sociali della campagna erano utilissimi". Un aspetto non condiviso dall'Aba(associazione bulimia anoressia): "Sono stato io per dieci anni - fa notare lo psicologo - il presidente dell'Aba: se me ne sono andato e' proprio perche' le nostre opinioni divergevano in molti aspetti".
Ecco come si vede allo specchio una ragazza anoressica
Le avvisaglie si erano avute nei giorni precedenti il 14 ottobre e nella lunga notte dello spoglio: in troppi erano interessati a una sconfitta di Renato Soru alle primarie. Dai quattro angoli dell'isola giungono segnalazioni di interferenze e incongruenze che gettano una pesante ombra sulla vittoria ancora ufficiosa del senatore Antonello Cabras.
Il primo caso documentato è quello di Quartucciu, già noto ieri all'ora di pranzo. Succede infatti che Elena Ledda, candidata e rappresentante di lista per i soriani, oltre a un folto gruppo di militanti socialisti, si ritrova in fila per il voto un'intera sezione di Alleanza nazionale capeggiata dall'ex segretario cittadino. All'uscita dal seggio, dove il presidente - pur perplesso - aveva comunque consentito l'esercizio del voto, nasce una discussione, nella quale i militanti del centrodestra rivendicano il loro diritto «a protestare democraticamente contro Soru». Una chiamata della Ledda al garante delle primarie Francesco Sitzia non porta a nulla: «Potrebbero aver cambiato legittimamente idea», racconta che le avrebbe risposto il garante. {...}
Meglio si fosse accontentato di “10 piani di morbidezza”, invece lo smargiasso vilipende la bandiera e si merita 3 condanne, sino a quella definitiva , ad una multa di 3000 euro. Aveva tentanto di sfuggirvi piagnucolando di essere un parlamentare europeo, ma la Cassazione gli ha dato torto. I giudici lo avevano condannato ad un anno e quattro mesi di reclusione , ma «grazie ad una legge voluta dal Ministro della Giustizia Castelli (Lega Nord)» la Corte d’ Apello di Milano dovette, nel 2006, convertire la condanna al carcere in una multa. Che oggi la Suprema corte gli ha intimato, definitivamente, di pagare.
Nel 1997 il sedicente senatur, a Cabiate, vedendo la bandiera italiana esposta su un balcone pronunciò la enfatica (!?) frase : « Io col tricolore mi ci pulisco il culo ». Avesse usato, per la bisogna, la normale carta igienica avrebbe speso 30 centesimi.
Fra il 1940 ed il 1945 furono sterminati almeno mezzo milione di zingari. «Una tesi che trova fondamento nella definizione di "asociali" con la quale inizialmente gli zingari furono deportati, ma che non considera il fatto che, secondo le teorie nazionalsocialiste, gli zingari erano tali perché le caratteristiche loro attribuite dai nazisti erano nei loro geni, nel loro sangue, che li rendeva "irrecuperabili" condannandoli quindi allo sterminio, alla cosiddetta "soluzione finale"» (Giovanna Boursier 1998). I rom sono il problema italiano, sono stati il problema italiano e li abbiamo uccisi con i provvedimenti del 1940, quelli adottati circa un anno e mezzo dopo le leggi sulla razza. Vivono emarginati, come noi li emarginiamo; sporchi perché noi non gli diamo l’acqua; ladri perché ni non li vogliamo al lavoro. Erano extracomunitari e soggetti alla Bossi-Fini ora sono “comunitari” per devastare i sonni della Mussolini. Sono “comunitari” e perciò liberi come mai lo erano stati; dalla Romania arrivano a frotte -almeno lo affermavano Bossi, Fini e Borghezio- sono comunitari e quindi occorrono “leggi speciali” in Italia ci siamo abituati da parecchio tempo. Minniti, il grande democratico li vuole espellere al di fuori della legge. Mosci i magistrati alla Forleo che cianciano solo di ordinamento e diritti: autorizziamo sindaci e prefetti alla cacciata, come 67 anni fa.
«Ad Auschwitz c’era una casa E c’era mio marito imprigionato Seduto, seduto si lamentava E pensava a me Oh tu uccello nero Porta le mie lettere Portale, portale a mia moglie Perché sono imprigionato ad Auschwitz – (Ruzena Danielova)
Auguriamo e lottiamo per la fine della moderna barbarie.
Il sindaco di Milano Letizia Moratti ha ordinato di rimuovere i cartelloni pubblicitari con le foto di Oliviero Toscani, piuttosto traumatiche, che ritraggono una donna estremamente magra a causa dell’anoressia. Si tratta di una decisione improntata alla più profonda ipocrisia, incultura e irresponsabilità nei confronti dei meno fortunati. Che l’anoressia sia un problema sociale sempre più vasto è un dato di fatto, una delle piaghe crescenti delle nostre società opulente, ma sempre più incapaci di dare amore perfino ai proprio figli – specie se di sesso femminile - anziché solo beni di consumo. Ma la morale e la politica della Moratti, e di chi come lei, consiste non nell’individuare, denunciare, affrontare e risolvere i problemi, bensì nel nasconderli!
Va dove ti porta il rospo era un libro di vignette di Forattini che ci fa comodo usare per il nuovissimo partito, l'altro è di avanti ieri...
"Siamo qui per annunciare che la componente liberaldemocratica della Margherita non entrerà nel costituendo Partito democratico". Lamberto Dini ufficializza la scelta di campo netta e precisa: "Berlusconi non c’entra niente. Noi stiamo nel centrosinistra e ci auguriamo di poter continuare a sostenere il Governo". Il fondatore nel ’96 di Rinnovamento italiano oggi battezza la nascita dei Liberaldemocratici che resteranno nell’area del centrosinistra continuando ad appoggiare il governo, al cui operato guarderanno con estrema attenzione. Lo annuncia lo stesso Dini nella conferenza stampa in corso a Palazzo Madama. Con l’expPremier al momento andranno i senatori della Margherita Natale D’Amico e Salvatore Scalera, presenti alla conferenza stampa al fianco di Dini e insieme a Daniela Melchiorri e Italo Tanoni. (da Il Giornale)
Si chiamava Lois Maxwell 14 febbraio 1927 Kitchener, Ontario, Canada - 29 settembre 2007 Perth, Australia
Nata in Ontario nel 1927, iniziò la carriera in radio per poi spostarsi in Gran Bretagna al seguito del Corpo Intrattenimento dell'esercito canadese quando aveva appena 15 anni. All'Accademia reale per le arti drammatiche di Londra conobbe Roger Moore e alla fine degli anni '40, quando si trasferi' a Hollywood, conquistò un Golden Globe per 'The hagen girl' con Shirley Temple e Ronald Reagan. A cavallo tra gli anni '40 e '50 visse in Italia dove interpretò film come 'Viva il cinema!', 'Amori e Veleni', 'Domani e' troppo tardì e 'Lebbra bianca' al fianco di Vittorio De Sica, Amedeo Nazzari, Marisa Merlini e Sophia Loren. Per la tv partecipò a fortunate serie come 'Il Santo' e 'Attenti a quei due'. Il suo ultimo film fu 'Il quarto angelo' del 2001 con Jeremy Irons e Forrest Whitaker.
I due partiti che tanto si agitano per la famiglia, non hanno candidato un numero sufficiente di donne al Parlamento europeo ed ora cavillano per non restituire il maltolto.
E’ spettato al deputato avvocato D’Alia , Udc, di cercare di evadere dalle rogne venute al suo partito ed all’ Udeur per non avere, nelle scorse elezioni europee, candidato il numero minino previsto per le donne dalle norme unitarie. Ora devono restituire il maltolto, ma sono ricorsi ai ripari con – sembra probabile e di qui un pensierino alla casta e a Grillo – la complicità diella maggior parte dei partiti.
Il parroco di Certosa, don Michele Mosa, 44 anni, è stato arrestato nella notte tra domenica e ieri. L’accusa è pesante: violenza sessuale. Don Michele Mosa, che è anche insegnante di religione al liceo classico Ugo Foscolo di Pavia, e che ha preso la guida della parrocchia di Certosa due anni fa, dopo essere stato parroco a Albuzzano e coadiutore a Santo Spirito a Pavia, è stato fermato in piena notte in paese. Una donna ha chiamato i carabininieri: venite, una persona mi ha aggredita e ha tentato di violentarmi. Era da poco passata l’una di notte. se vuoi continuare...
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